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venerdì 24 ottobre 2014
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RAPINA
Colpo in gioielleria: 30enne si costituisce
La rapina avvenuta il 14 marzo insieme ad altri 4 complici. Giuglianese braccato dalla polizia si è consegnato al commissariato di Campobasso
 
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GIUGLIANO. Rapina alla gioielleria ‘Gr Preziosi’ di San Prisco, si è costituito l’ultimo dei soggetti ritenuti responsabili della rapina avvenuta lo scorso 14 marzo. Aniello Di Biase, 30enne di Giugliano, si è costituito nella giornata di ieri presso la casa circondariale di Campobasso. Di Biase si era reso irreperibile dallo scorso 27 marzo, quando fu colpito, insieme ad altre quattro persone, da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. La polizia del commissariato di Santa Maria Capua Vetere, diretta dal primo dirigente Pasquale Trocino, da allora è sempre stata sulle sue tracce. Negli ultimi due mesi gli agenti hanno eseguito una serie di perquisizioni sia nei pressi della sua abitazione che in quella di amici e parenti. Numerose ispezioni sono state eseguite anche in centri clinici della Campania e non. Il trentenne, sentendosi braccato, ha così deciso di consegnarsi. I documenti di Di Biase furono rinvenute al momento dell’arresto in flagranza di reato di uno dei componenti della banda che assaltò la gioielleria nella Tiguan guidata dal fermato. Stando a quanto accertato dalla polizia nel corso delle indagini, sarebbe stato proprio Di Biase l’uomo che, entrato all’interno dell’esercizio commerciale, avrebbe estratto la pistola minacciando il titolare e facendosi consegnare il bottino da circa di 38mila euro. Le due auto usate per il colpo furono intercettate poco dopo dalla polizia che arrestò le prime due persone dopo un inseguimento per poi bloccare successivamente le altre due. Durante la rapina furono aggrediti e percossi i titolari della gioiellerie. Inoltre nel corso della fuga a bordo di due auto i malviventi speronarono la vettura della polizia che li aveva intercettati. L’inseguimento si concluse con la cattura in flagranza di due rapinatori mentre gli altri cinque riuscirono a dileguarsi. Le serrate indagini, condotte dagli agenti del commissariato di polizia e dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere, hanno consentito di identificare i fiancheggiatori. Uno era considerato il tesoriere del gruppo, si era barricato in casa al momento dell’arresto. (CdN)

REDAZIONE

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