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Napoli. Grido disperato dei pompieri impegnati contro l'emergenza roghi: «Poco personale e stress enorme»
 
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NAPOLI. Un lavoro immane per affrontare un’emergenza che sembra non avere fine. È davvero un sacrificio notevole quello portato avanti in queste settimane d’inferno dai vigili del fuoco, impegnati in questa settimana oramai 24 ore al giorno per domare i devastanti roghi appiccati, in maniera dolosa, in molte zone di Napoli e della Campania. Ma, come spesso accade in Italia, c’è un “però’’ grosso almeno quanto la portata degli incendi sul Parco Nazionale del Vesuvio o nella Terra dei Fuochi e che mina gli sforzi dei pompieri: la penuria di uomini e mezzi a disposizione. A confermarlo ad Internapoli.it è Massimo Iodice, vicesegretario campano della sigla sindacale Conapo. «In tutt’Italia – afferma Iodice – l’organico dei vigili del fuoco sconta una mancanza all’incirca di 3000 uomini e anche il Corpo Provinciale di Napoli non fa eccezione, sebbene il dato sia di rilievo nazionale. In questo modo il progetto varato e denominato “Italia in 20 minuti’’ che ci riguarda è difficilmente attuabile perché le squadre, impegnate ad spegnere i vari roghi, sono poche e dunque rischiano di arrivare in ritardo perché le centrali operative gestite dal poco personale sono sottoposte a stress enormi».

E questo, inevitabilmente, genera anche rabbia dei cittadini che chiedono l’intervento dei pompieri ogni volta sia necessario. Iodice, in proposito, dice: «L’utenza alla fine vuole che il problema venga risolto anche abbastanza in fretta ma, visto che le squadre sono impegnate in più operazioni e tenendo presente della mancanza di uomini in organico, i tempi d’intervento inevitabilmente si allungano». Non è tutto, ovviamente. Due cause di difficoltà in questo periodo in cui la Campania brucia, sono da ricercarsi, afferma il vicesegretario Conapo, «nell’accorpamento della Guardia Forestale ai carabinieri e un’età media del Corpo dei vigili del fuoco che raggiunge i 50 anni. Immaginate un uomo di quest’età chiamato ad un intervento anche di 10 ore, come ad esempio quello scoppiato ieri a Ponticelli, per spegnere il fuoco: è un miracolo che sino ad adesso nessuno abbia avuto serie ripercussioni fisiche. Il blocco del turn over si fa sentire ed anche la riforma della pubblica amministrazione del ministro Madia sta facendo sentire, purtroppo, i suoi effetti». Ed è proprio ai cittadini che chiamano al 115 che il vicesegretario Conapo Massimo Iodice si rivolge: «Una volta chiamata la centrale operativa e richiesto l’intervento dei vigili del fuoco, il cittadino deve immediatamente allontanarsi dal rogo».


REDAZIONE

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