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CRONACA
«Vi sveliamo tutti gli omicidi della faida». Trema la camorra di Pianura dopo i pentimenti eccellenti
 
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NAPOLI. I nuovi pentimenti della camorra di Pianura aprono un inquietante scenario. Come riporta il Roma in edicola stamattina il boss Pasquale Pesce ha rivelato la verità sulla morte di Giuseppe Perna, ucciso dal suo stesso clan. Poi ci sono altre due pentiti che oltre a Pesce stanno facendo tremare la mala di Pianura.
Si tratta di due nomi di primissimo piano: Romano fino al suo arresto era il reggente del clan Mele in guerra contro i Pesce-Marfella: il ras per compiere il sogno di conquista non aveva esitato ad allearsi con altri gruppi dell'area ovest come quello di Alessandro Giannelli. Dello Iacolo è un altro 'pezzo da novanta': a Pianura la droga passava tutta per le mani di Raffaele toc toc, storico gestore di una delle maggiori piazze di spaccio, sottoposta al controllo prima del clan Marfella, poi del gruppo Mele e, a far data dal settembre 2013, nuovamente dei Marfella-Pesce. Era capace di servire “due padroni” ma era lui il gestore dello spaccio. E’ quanto si evince dall’ultima di custodia cautelare emessa dal gip Tommaso Parrella che qualche mese fa portó in carcere una trentina tra boss e gregari dei due clan in lotta. Ci sono una serie di intercettazioni ambientali agli atti dell’inchiesta che lo confermano. Come quella tra Carmine Ferioli e la moglie durante un colloquio in carcere. Il pusher era stato arrestato insieme con due suoi complici Ermanno Trimarco e Mario Trito perché trovati in possesso di droga e alcune munizioni nel corso di una perquisizione in un seminterrato all’interno del palazzo di via Comunale Napoli n. 93 a Pianura. In quello stesso edificio al piano rialzato abitava Raffaele Dello Iacolo che in quel periodo si trovava agli arresti domiciliari.


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