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E' CONSIDERATO IL PRIMO VERO CAMORRISTA
Dall'omicidio del boss rivale al matrimonio all'atto eroico in carcere: la storia del Malommo
 
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NAPOLI. E' nato nell'anno di fondazione del calcio Napoli e se fosse vivo oggi avrebbe ben 91 anni. Antonio Spavone è invece morto, a causa di un cancro che non gli ha lasciato scampo, nel 1993 nella sua casa nel quartiere Vasto-Arenaccia.
Figlio di un pescatore non viene mai attratto dalla passione ittica ed anzi è letteralmente affascinato dalla banda del fratello Carmine, dedita al contrabbando di sigarette. Passa la sua infanzia tra una cassa e l'altra fino a che nel 1945 compie il 'salto di qualità'. Durante il banchetto nuziale di sua sorella Maria, uccide Giovanni Mormone per vendicare il fratello. Le tredici coltellate inflitte al boss rivale gli danno immediatamente grande prestigio all'interno degli ambienti malavitosi; da quel momento eredita il nomignolo che era stato del fratello Carmine e del nonno Ciro, 'O malommo, diventando uno dei boss più potenti della camorra.
La fama di Spavone cresce in modo esponenziale, al punto da essere considerato il primo vero boss della camorra. E' a capo di un'organizzazione senza scrupoli, ma riesce a distinguersi anche per azioni positive. Nel corso dell'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, infatti, si mette in luce per diversi atti di eroismo compiuti nel carcere cittadino: salva dall'annegamento tre compagni di cella, due agenti di custodia e la figlia del direttore del carcere delle Murate. Inoltre poiché tra gli sfollati del carcere c'erano delle donne, nel clima di paura e tensione le difende affinché non subiscano violenze da parte di carcerati più efferati, come riporta Wikipedia. Il gesto non passa inosservato e finisce all'attenzione del presidente Saragat che gli concede la grazia.
Nel frattempo Raffaele Cutolo si fa largo ed i suoi uomini decidono di far fuori il Malommo. Nel 1976 subisce un agguato dai "picciotti" del Professore, riesce a sopravvivere anche se il volto gli rimarrà fortemente deturpato, tanto da essere sottoposto a decine di interventi di chirurgia plastica negli Usa.
Nel 1984 viene accusato da diversi pentiti di essere legato alla Nuova Famiglia, fazione che uscirà vittoriosa dalla guerra con la NCO di Raffaele Cutolo, ma verrà scagionato da ogni accusa: la corte riconobbe la sua estraneità e lo assolse.


REDAZIONE

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