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«Ma quale estorsione, io volevo fare la cameriera». Anna Terracciano 'a masculona si giustifica così
 
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NAPOLI. «Abito nello stesso palazzo dove c’è l’albergo.Sapevo che il titolare cercava delle cameriere e così mi sono proposta io e mia nuora. Ci serviva il lavoro ma non l’abbiamo preteso. Quando ho detto che io stavo qui, voleva direc he stavo nel palazzo a sua disposizione. È un errore». Queste le parole riportate stamattina da Il Roma con cui Anna Terracciano, la donna arrestata per il reato di tentata estorsione aggravata perché secondo l’accusa avrebbe preteso l’assunzione di tre persone, si è giustificata davanti ai giudici. Ad arrestale masculona", donna-boss, ritenuta la reggente del clan "delle Chianche", organizzazione camorristica che gestisce gli affari illeciti nella zona dei Quartieri Spagnoli a ridosso di piazza Carità, una volta capeggiata dal defunto fratello di Anna, Salvatore, alias "'o Nirone".

Secondo gli investigatori del commissariato Montecalvario, avrebbe convocato un imprenditore nella sua abitazione, dove stava scontando i domiciliari, per pretendere, dietro minaccia, l'assunzione di tre suoi parenti disoccupati. All'uomo ha concesso dieci giorni per riflettere e anche spiegato che, la sua, non era una proposta ma un ordine, un'imposizione, a cui non era possibile sottrarsi. Quando l'imprenditore ha replicato dicendo di non avere bisogno personale, la donna ha risposto che, in tal caso, era necessario licenziare tre dipendenti per fare posto ai suoi parenti


REDAZIONE

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