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LA RICOSTRUZIONE
«Con i commissari non si fa niente, appena se ne vanno...». Il boss Mallardo e Liccardo parlano dei business per il clan
 
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GIUGLIANO. "E' difficile...un mese..tre...quattro mesi...può cambiare...per esempio tieni presenti che qua a Giugliano stanno i commissari...e coi commissari non fanno niente...mo se ne vanno i commissario a maggio...e può cambiare tutto...allora se oggi non vale niente a maggio può valere dieci volte tanto...e così si può andare avanti con la trattativa sul progetto". Questo il sunto di una conversazione intercettata tra Francesco Mallardo, storico boss della cosca, e Paolo Liccardo, imprenditore, entrambi finiti in carcere nell'inchiesta sul riciclaggio di soldi in Toscana. Dalle indagini è emerso che l'imprenditore (classe '74) avrebbe incontrato due volte il superboss per parlare di affari. Al centro del discorso un possibile investimento a Lago Patria ed una speculazione in provincia dell'Aquila. Era il settembre del 2014 (il Comune era gestito dai commissari straordinari dopo lo scioglimento per camorra avvenuta nell'aprile del 2013, ndr) quando Liccardo si recò a Sulmona dove Mallardo era in regime di libertà vigilata. "Nella circostanza Mallardo proponeva a Paolo Liccardo di infiltrarsi per conto del clan in un'importante speculazione immobiliare programmata nella zona di Lago Patria in modo da immettere nell'operazione il denaro proveniente dalle casse del clan sotto forma di quote di capitale investito dalla società immobiliare dello stesso Paolo Liccardo", scrive il gip nell'ordinanza. Nell'incontro Mallardo, dopo aver ricevuto la notizia di una grossa opera di costruzione nella zona di Lago Patria chiese a Liccardo di interessarsi e trovare il modo di entrare a far parte di questo gruppo di professionisti, previa opportuna valutazione della convenienza economica.

Mallardo F. : "Dovrebbero organizzare un grosso lavoro a lago Patria...novecento milioni di lavoro..qualcuno che.."
Liccardo P. : "Ma io non ho capito qual è...mi posso informare..."
Mallardo F.: "Vedi se ti puoi infilare in mezzo...poi dopo insomma..."
Liccardo P. : "Si si..ho capito...."


Liccardo disse a Mallardo che le imprese edili portate avanti erano in difficoltà poichè c'era la paura di indagini in corso: "...il resto poi è tutto un poco fermo...anche perchè stanno tanti fanalini puntati addosso...siamo stati fermi....si è fermata la giostra". A quel punto Mallardo gli consiglia di aprire nuove agenzie immobiliari per non dare nell'occhio".
Un'altra conversazione tra i due è stata intercettata, sempre a Sulmona, nel marzo 2016, durante la quale Liccardo spiegava a Mallardo i contenuti della trattativa preliminare che stava portando avanti, su delega dello stesso capo clan, con il proprietario del terreno e il tecnico incaricato del progetto di edificazione di un immobile in Abbruzzo.


Antonio Mangione

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