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IL RETROSCENA
Bombe, raid e minacce: la storia della guerra di camorra tra i Puca e i Ranucci
 
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SANT'ANTIMO. La risposta dello Stato alla guerra tra i due clan che si fronteggiano a suon di bombe piazzate dinanzi ad esercizi commerciali non si è lasciata attendere. L'arresto di Filippo Ronga chiude un lungo ciclo di terrore vissuto negli ultimi mesi a Sant'Antimo. Già il mese scorso i carabinieri hanno effettuato controlli a casa dei parenti sia del clan Ranucci che dei Puca, i quali si stanno dando battaglia a suon di bombe. L’ordigno piazzato dinanzi alla palestra Step Up di via Plutone fu l’ultimo di una serie di attentati dinamitardi ai danni delle attività del territorio. Andando a ritroso nel tempo, uno dei primi episodi che ha fatto ripiombare cittadini e commercianti nel terrore è quello della notte tra il 26 e il 27 dicembre del 2016 in via Flavio Gioia, quando un ordigno rudimentale esplose nelle vicinanze di una panetteria. Ma anche e soprattutto l’anno nuovo è stato funestato da analoghi episodi. Tra i più significativi quello del 12 aprile in via Giuseppe Garibaldi, quando venne danneggiato il negozio di detersivi e prodotti casalinghi “L’Angolo di Luisa’’ gestito dalla moglie di Ronga. Successivamente, il 1 maggio, fu danneggiato da un altro ordigno una macelleria in via Trieste e Trento. E poi, la cronaca di questi giorni. Nella notte tra mercoledì e giovedì tre diversi ordigni hanno distrutto in parte il bar Imperial tra via Giuseppe Di Vittorio e corso Unione Sovietica nonché l’Angolo di Angy, negozio sito in via Galileo Galilei.

Tutti episodi che fanno ritenere alle forze dell’ordine e agli inquirenti che la contrapposizione tra le cosche locali come i Ranucci e i Puca per il controllo del territorio abbia di nuovo raggiunto livelli di allerta massimi. Le intimidazioni, però, hanno anche la forma dei colpi di pistola. Come quelli esplosi lo scorso 7 maggio agli indirizzi di uno studio fotografico in via Nicola Romeo, raggiunti da tre proiettili. Ad ottobre, a pochi giorni di distanza, altri 2 episodi. Il primo, datato 9 ottobre, in via Luigi Einaudi, una traversa del centro cittadino, con tre colpi sparati in area da ignoti giunti in zona a bordo di una vettura scura. E poi, la grave minaccia nei confronti del dirigente del Settore Urbanistica Santo Maisto. Nella notte tra l’11 e il 12 ottobre ignoti forarono le carrozzerie delle due auto del geometra, con l’intero consiglio comunale ad esprimere nei suoi confronti incondizionata solidarietà attraverso una seduta monotematica in assise.


REDAZIONE

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